Val d’Aosta – opere incompiute

7 Aprile 2018


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2 risposte a “Val d’Aosta – opere incompiute”

  1. Da circa 7anni i lavori stradali riguardanti il tratto uscita autostradale di Quart-Aosta sono dati per avviati.Appaltati ed assegnati i lavori,ricorsi al TAR ,avvicendamenti ai vertici ANAS locali e non si capisce bene cosa altro,rimane il fatto che lavori per circa 18 M di e7ro non vedono la luce e nel frattempo permangono problematiche di viabilità e sicurezza.Il colmo è che da circa 2 anni sono stati installati cartelli di modifica della segnaletica stradale ,ricoperti poi con adesivi.Una vera barzelletta.

  2. I lavori della variante della SS27 del Gran San Bernardo in Valle d’Aosta sono iniziati nel luglio del 2011 e affidati all’associazione di imprese Lauro S.p.A./Impresa De Giuliani S.r.l. per un totale di 107 milioni e 123 mila euro. L’opera avrebbe dovuto essere completata entro maggio 2016, ma a causa di problemi tecnici e giudiziari, dalla fine del 2015 il cantiere è fermo e abbandonato. L’impresa appaltatrice è andata in sofferenza economica, e ha richiesto il concordato preventivo al Tribunale di Vercelli ma l’Anas ha optato per la risoluzione del contratto. Negli anni i sindaci dei Comuni di Etroubles e Saint-Oyen hanno in più occasione chiesto ai governi e all’Anas di sbloccare e riprendere i lavori nel cantiere della variante, con lettere indirizzate ai ministri di Infrastrutture e Trasporti, senza mai ottenere risposta. I due amministratori, hanno da sempre sottolineano le loro preoccupazioni per le tempistiche di un nuovo appalto, che comprende anche una nuova progettazione, rivolgendo al Consiglio dei ministri di valutare l’utilizzo delle procedure d’urgenza per concludere in tempi brevi l’opera, evidenziando anche come la situazione di un cantiere abbandonato sia un potenziale pericolo a causa delle copiose infiltrazioni idriche non drenate e in costante accumulo all’interno delle gallerie che potrebbero comportare l’instabilità del terreno. Nelle lettere i due amministratori hanno da sempre messo l’accento anche sui terreni occupati per lo stoccaggio del materiale inerte, che deturpa il paesaggio da un punto di vista turistico e reca grave danno al settore zootecnico. Risultato? Siamo a marzo 2019 e il cantiere è ancora fermo e abbandonato!

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